Come preparare il brodo di carne: il segreto imbattibile della nonna

Come preparare il brodo di carne: il segreto imbattibile della nonna

Nel cuore della tradizione culinaria italiana, il brodo di carne rappresenta una delle preparazioni più antiche e preziose tramandate di generazione in generazione. Questo liquido dorato e profumato costituisce la base di innumerevoli ricette regionali, dai tortellini in brodo emiliani ai cappelletti marchigiani, fino alle minestre rustiche di ogni angolo della penisola.

La preparazione del brodo richiede tempo e pazienza, ma il risultato finale ripaga ogni sforzo con un sapore intenso e avvolgente che nessun dado industriale potrà mai eguagliare. Il segreto della nonna risiede nella scelta accurata delle carni, nella lenta cottura a fuoco dolce e nell’equilibrio perfetto tra ingredienti che conferiscono profondità e carattere a questa preparazione fondamentale.

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facile

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Ingredienti

persone +

Utensili

Preparazione

1. Preparazione delle carni

Sciacquate accuratamente sotto acqua corrente fredda il manzo e la gallina per eliminare eventuali residui. Questa operazione è fondamentale per ottenere un brodo limpido e pulito. Tagliate il manzo in pezzi di circa 8-10 centimetri per favorire il rilascio dei succhi durante la cottura. Se utilizzate la gallina intera, potete lasciarla integra o dividerla in quarti secondo la capienza della vostra pentola.

2. Preparazione delle verdure

Pelate le carote e tagliatele a pezzi di circa 5 centimetri. Lavate accuratamente le coste di sedano e tagliatele della stessa dimensione delle carote. Pelate la cipolla e inserite al suo interno i due chiodi di garofano (spezia aromatica dal profumo intenso), questo piccolo trucco della nonna conferirà al brodo una nota speziata delicata ma persistente. Non tagliate la cipolla, lasciatela intera per facilitarne la rimozione a fine cottura.

3. Immersione in acqua fredda

Posizionate tutte le carni in una pentola capiente e copritele completamente con acqua fredda, lasciando circa 5 centimetri di margine sopra gli ingredienti. L’utilizzo dell’acqua fredda è il primo vero segreto della nonna: permette alle proteine di sciogliersi gradualmente rilasciando tutto il sapore, mentre l’acqua calda le coagulerebbe immediatamente in superficie. Calcolate circa 3 litri di acqua per queste quantità di carne.

4. Prima fase di cottura e schiumatura

Accendete il fuoco a fiamma media-alta e portate lentamente l’acqua a ebollizione. Durante questa fase vedrete formarsi in superficie una schiuma grigiastra composta da impurità e proteine coagulate. Questo è il momento cruciale: utilizzate una schiumarola (mestolo forato per raccogliere la schiuma) per eliminare delicatamente tutta la schiuma che si forma. Ripetete l’operazione ogni 5 minuti per i primi 20 minuti di cottura. Un brodo perfettamente schiumato sarà cristallino e trasparente.

5. Aggiunta delle verdure e degli aromi

Quando la schiuma non si formerà più, abbassate la fiamma al minimo. Il brodo deve sobbollire appena, con piccole bollicine che salgono pigre in superficie. Aggiungete ora le carote, il sedano, la cipolla con i chiodi di garofano, i pomodori pelati, i grani di pepe nero e la foglia di alloro. Non salate ancora: il sale verrà aggiunto solo a fine cottura per evitare che la carne si indurisca.

6. Cottura lenta e prolungata

Lasciate cuocere il brodo a fuoco bassissimo per almeno 3 ore, meglio se 4. La pentola deve essere coperta solo parzialmente per permettere l’evaporazione dell’acqua in eccesso e la concentrazione dei sapori. Durante la cottura controllate periodicamente che il livello dell’acqua rimanga costante, eventualmente rabboccate con acqua calda. Non mescolate mai il brodo durante la cottura per mantenerlo limpido.

7. Salatura e riposo

Trascorso il tempo di cottura, assaggiate il brodo e aggiungete il sale grosso secondo il vostro gusto. Spegnete il fuoco e lasciate riposare il brodo per 15 minuti, questo permetterà ai sapori di amalgamarsi perfettamente. Il riposo è un passaggio spesso trascurato ma fondamentale per la riuscita finale.

8. Filtraggio e conservazione

Utilizzando un mestolo, trasferite con delicatezza il brodo in un’altra pentola passandolo attraverso un colino a maglia fine. Questo eliminerà tutti i residui solidi rendendo il brodo perfettamente trasparente. Lasciate raffreddare completamente a temperatura ambiente, quindi trasferite in frigorifero. In superficie si formerà uno strato di grasso solidificato che potrete rimuovere facilmente con un cucchiaio prima dell’utilizzo. Questo grasso protegge il brodo e ne prolunga la conservazione fino a 5 giorni in frigorifero o 3 mesi in freezer.

Giulia

Il trucco dello chef

Per un brodo ancora più saporito, la nonna suggerisce di tostare leggermente la cipolla tagliata a metà direttamente sulla fiamma del fornello fino a carbonizzarla leggermente: questo conferirà un colore ambrato più intenso e un sapore caramellato inconfondibile. Un altro trucco prezioso consiste nell’aggiungere una crosta di parmigiano reggiano durante gli ultimi 30 minuti di cottura per donare maggiore sapidità. Se desiderate un brodo più leggero, preparatelo il giorno prima e lasciatelo riposare in frigorifero tutta la notte: il grasso solidificato in superficie sarà facilissimo da rimuovere e otterrete un brodo cristallino e delicato perfetto anche per i bambini.

Abbinamento enologico per il consumo

Il brodo di carne, consumato come minestra o base per tortellini, si accompagna tradizionalmente con vini bianchi secchi e minerali che non sovrastano la delicatezza del piatto. Un Soave Classico del Veneto o un Verdicchio dei Castelli di Jesi delle Marche rappresentano scelte eccellenti grazie alla loro freschezza e sapidità.

Per preparazioni più ricche come i cappelletti in brodo, si può optare per un Lambrusco secco emiliano, il cui carattere frizzante e leggermente tannico bilancia perfettamente la grassezza del ripieno. La temperatura di servizio ideale è tra 8 e 10 gradi.

Informazione in più

Il brodo di carne affonda le sue radici nella cucina contadina italiana, quando nulla veniva sprecato e le parti meno nobili degli animali venivano trasformate in preparazioni nutrienti e saporite. Nel Medioevo il brodo era considerato un alimento terapeutico, prescritto dai medici per ristabilire le forze dei malati.

Ogni regione italiana ha sviluppato la propria variante: in Piemonte si aggiunge il brut ma bon (brutto ma buono), un misto di frattaglie, mentre in Toscana si preferisce un brodo più leggero con solo manzo. In Emilia-Romagna, patria dei tortellini, il brodo di cappone è considerato insostituibile per le feste natalizie.

Dal punto di vista nutrizionale, il brodo di carne è ricchissimo di minerali, collagene e aminoacidi facilmente assimilabili. Il lungo tempo di cottura permette l’estrazione di sostanze preziose dalle ossa e dalle cartilagini, rendendolo un vero e proprio ricostituente naturale particolarmente indicato per anziani, bambini e convalescenti.

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