Nel panorama gastronomico italiano, dove tradizione e innovazione si intrecciano costantemente, emerge una proposta che sta conquistando le tavole più curiose: la pasta cacio e pere. Questa ricetta rappresenta un audace dialogo tra il salato e il dolce, tra la cremosità del formaggio e la delicatezza zuccherina della frutta. Un accostamento che può sembrare insolito a prima vista, ma che affonda le radici in una lunga tradizione culinaria che ha sempre saputo valorizzare contrasti sorprendenti.
La combinazione di pecorino romano, formaggio a pasta dura ottenuto da latte di pecora, con le pere mature crea un equilibrio gustativo straordinario. Il sapiente uso del pepe nero completa questo trio di sapori, aggiungendo quella nota piccante che esalta ogni boccone. Questa preparazione dimostra come la cucina italiana sappia reinventarsi mantenendo intatta la sua anima autentica.
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facile
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Ingredienti
Utensili
Preparazione
1. Preparazione degli ingredienti
Mettete una pentola capiente colma d’acqua sul fuoco e portatela a ebollizione. Nel frattempo, grattugiate finemente il pecorino romano utilizzando una grattugia a fori piccoli. Questa operazione è fondamentale perché un formaggio grattugiato al momento sprigiona tutti i suoi aromi. Conservate il pecorino in una ciotola capiente dove lavorerete successivamente la crema. Macinate grossolanamente il pepe nero, preferibilmente al momento, perché la macinatura fresca garantisce un’aromaticità superiore rispetto al pepe già macinato.
2. Preparazione delle pere
Scolate le pere in scatola dal loro sciroppo e tamponatele delicatamente con carta assorbente per eliminare l’eccesso di liquido. Tagliate le pere a dadini di circa mezzo centimetro di lato, cercando di mantenere dimensioni uniformi per una cottura omogenea. In una padella antiaderente, fate sciogliere metà del burro a fuoco medio-basso e aggiungete i dadini di pera. Lasciate rosolare dolcemente per 3-4 minuti, mescolando occasionalmente, fino a quando i bordi inizieranno a caramellare leggermente. Questo passaggio intensifica il sapore dolce della frutta e crea un contrasto interessante con il salato del formaggio.
3. Cottura della pasta
Quando l’acqua bolle vigorosamente, salate con il sale grosso e immergete la pasta. Calcolate un tempo di cottura inferiore di 2 minuti rispetto a quello indicato sulla confezione, perché la pasta terminerà la sua cottura nella padella con il condimento. Questa tecnica, chiamata mantecatura, permette alla pasta di assorbire i sapori del condimento. Prima di scolare la pasta, prelevate con un mestolo circa 200 millilitri di acqua di cottura e tenetela da parte: quest’acqua ricca di amido sarà preziosa per creare una crema liscia e vellutata.
4. Preparazione della crema di pecorino
Mentre la pasta cuoce, preparate la crema di pecorino. Nella ciotola con il formaggio grattugiato, aggiungete circa 100 millilitri di acqua di cottura tiepida e mescolate energicamente con una frusta o una forchetta. L’obiettivo è ottenere una crema densa ma fluida, simile a una besciamella leggera. Se la crema risulta troppo densa, aggiungete altra acqua di cottura un cucchiaio alla volta. Incorporate il pepe macinato grossolanamente e mescolate bene. Questa crema non deve mai essere esposta al calore diretto, altrimenti il formaggio si separerebbe creando grumi.
5. Mantecatura finale
Scolate la pasta al dente e trasferitela immediatamente nella padella con le pere caramellate. Aggiungete il burro rimanente e mantecate a fuoco spento per 30 secondi, mescolando con movimenti rotatori dal basso verso l’alto. Togliete la padella dal fornello e versate la crema di pecorino sulla pasta. Mescolate rapidamente ma delicatamente, sollevando gli spaghetti con le pinze da cucina per distribuire uniformemente la crema. Se necessario, aggiungete altra acqua di cottura per rendere il condimento più cremoso. La consistenza ideale è quella di una crema che avvolge ogni filo di pasta senza risultare troppo liquida né troppo asciutta.
6. Impiattamento
Servite immediatamente la pasta cacio e pere nei piatti individuali preriscaldati. Utilizzate le pinze da cucina per creare piccoli nidi di pasta, avvolgendo gli spaghetti su se stessi. Distribuite equamente i dadini di pera su ogni porzione e completate con una generosa macinata di pepe nero fresco e, se gradite, qualche scaglia di pecorino romano. Il contrasto visivo tra il bianco cremoso della salsa e i pezzetti dorati di pera renderà il piatto ancora più invitante.
Il trucco dello chef
Per ottenere una crema ancora più vellutata, potete aggiungere un cucchiaio di acqua di cottura fredda alla crema di pecorino prima di versarla sulla pasta: questo shock termico aiuta a stabilizzare l’emulsione. Se preferite un sapore più intenso, sostituite metà del pecorino con del parmigiano reggiano stagionato 36 mesi. Per una versione più raffinata, potete aggiungere qualche foglia di timo fresco durante la rosolatura delle pere, che donerà una nota aromatica erbacea che si sposa perfettamente con la dolcezza della frutta.
Abbinamento enologico raffinato
Questa ricetta richiede un vino che sappia bilanciare la sapidità del pecorino con la dolcezza delle pere. Un Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico Superiore rappresenta la scelta ideale: la sua struttura minerale e la freschezza agrumata contrastano perfettamente la cremosità del formaggio, mentre le note fruttate dialogano armoniosamente con le pere caramellate.
In alternativa, un Fiano di Avellino con il suo profilo aromatico complesso, che spazia dalle note di nocciola a quelle di miele, crea un ponte gustativo tra il salato e il dolce. Per chi preferisce i vini rossi leggeri, un Cerasuolo d’Abruzzo leggermente fresco può sorprendere positivamente, grazie alla sua vivacità e ai suoi tannini delicati che non sovrastano i sapori delicati del piatto.
Informazione in più
L’accostamento tra formaggio e frutta rappresenta una costante nella tradizione gastronomica italiana, documentata fin dal Medioevo quando le tavole nobiliari presentavano elaborati piatti che univano sapori contrastanti. La pasta cacio e pere nasce come reinterpretazione moderna di questi abbinamenti storici, inserendosi nel filone della cucina creativa che ha caratterizzato gli ultimi decenni.
Il pecorino romano, protagonista indiscusso di questa ricetta, vanta origini antichissime: già i legionari romani lo portavano con sé durante le campagne militari per il suo alto valore nutritivo e la lunga conservazione. Prodotto esclusivamente con latte di pecora proveniente dal Lazio, dalla Sardegna e dalla provincia di Grosseto, questo formaggio DOP Denominazione di Origine Protetta richiede una stagionatura minima di cinque mesi per sviluppare il suo caratteristico sapore deciso e leggermente piccante.
La scelta delle pere non è casuale: la varietà Williams, con la sua polpa succosa e zuccherina, offre il contrappunto perfetto alla sapidità del formaggio. Questa combinazione stimola diverse zone del palato creando quella che i gastronomi definiscono armonia per contrasto, un principio fondamentale della cucina d’autore contemporanea.



