Nel cuore della tradizione culinaria romana, le fettuccine alla Papalina rappresentano un piatto iconico che racconta la storia gastronomica della Città Eterna. Questa preparazione, meno conosciuta rispetto alla carbonara o all’amatriciana, nasconde un fascino discreto e un sapore avvolgente che conquista al primo assaggio. Nate negli anni Cinquanta nei ristoranti frequentati dal jet set romano, queste fettuccine devono il loro nome a Papa Pio XII, grande estimatore di questa ricetta cremosa e delicata. La combinazione di prosciutto cotto, piselli e una salsa vellutata a base di uova e parmigiano crea un equilibrio perfetto tra dolcezza e sapidità. Riprodurre questo classico a casa propria non richiede competenze da chef stellato, ma attenzione ai dettagli e rispetto per gli ingredienti. Con i giusti accorgimenti e una buona dose di pazienza, potrete portare in tavola un piatto degno dei migliori ristoranti romani, stupendo familiari e ospiti con un’esperienza culinaria autentica e memorabile.
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Ingredienti
Utensili
Preparazione
1. Preparazione degli ingredienti
Tritate finemente la cipolla fino a ottenere pezzetti molto piccoli che si scioglieranno durante la cottura. Tagliate il prosciutto cotto a dadini regolari di circa mezzo centimetro per lato, eliminando eventuali parti di grasso eccessivo. Separate i tuorli dagli albumi delle uova, conservando solo i tuorli in una ciotola capiente. Aggiungete ai tuorli il parmigiano grattugiato, mescolando energicamente con una frusta fino a ottenere una crema liscia e omogenea. Questa preparazione è fondamentale per evitare grumi nella salsa finale. Aggiustate con un pizzico di sale e una generosa macinata di pepe nero fresco.
2. Cottura del soffritto
In una padella antiaderente grande, fate sciogliere il burro a fuoco medio-basso. Quando il burro inizia a schiumare, aggiungete la cipolla tritata e fatela appassire dolcemente per circa 5 minuti, mescolando frequentemente con un cucchiaio di legno. La cipolla deve diventare trasparente e morbida senza prendere colore, quindi abbassate la fiamma se necessario. Questo passaggio è cruciale perché una cipolla bruciata renderebbe amaro tutto il piatto.
3. Aggiunta di prosciutto e piselli
Quando la cipolla è ben appassita, unite i dadini di prosciutto cotto e fateli rosolare per 2-3 minuti, mescolando delicatamente. Il prosciutto deve scaldarsi e rilasciare i suoi aromi senza asciugarsi troppo. Aggiungete quindi i piselli surgelati e il brodo vegetale. Lasciate cuocere a fuoco medio per circa 8 minuti, fino a quando i piselli saranno teneri e il liquido si sarà parzialmente ridotto. Mescolate occasionalmente per evitare che gli ingredienti si attacchino al fondo della padella.
4. Cottura delle fettuccine
Nel frattempo, portate a ebollizione abbondante acqua salata in una pentola capiente. Quando l’acqua bolle vigorosamente, tuffate le fettuccine e cuocetele seguendo i tempi indicati sulla confezione, ma toglietele 1 minuto prima per ottenere una cottura al dente (pasta cotta ma ancora leggermente soda al centro). Durante la cottura, mescolate occasionalmente per evitare che si attacchino. Prima di scolare la pasta, prelevate una tazza di acqua di cottura e tenetela da parte: sarà preziosa per mantecare.
5. Mantecatura finale
Scolate le fettuccine e versatele immediatamente nella padella con il condimento di prosciutto e piselli. Mescolate energicamente a fuoco spento per amalgamare tutti gli ingredienti. Lasciate intiepidire per circa 30 secondi, quindi versate la crema di uova e parmigiano sulle fettuccine. Questo è il momento più delicato: mescolate rapidamente e con vigore, aggiungendo gradualmente l’acqua di cottura riservata, un cucchiaio alla volta, fino a ottenere una salsa cremosa e vellutata che avvolge perfettamente ogni fettuccina. Il calore residuo della pasta cuocerà le uova senza farle rapprendere, creando una consistenza setosa. Se necessario, aggiustate di sale e pepe.
6. Impiattamento
Servite immediatamente le fettuccine alla Papalina ben calde, distribuendole nei piatti preriscaldati. Completate con una spolverata di parmigiano reggiano grattugiato fresco e una macinata di pepe nero. La tempestività è essenziale: questo piatto va gustato subito per apprezzarne la cremosità perfetta e la temperatura ideale.
Il trucco dello chef
Per ottenere una cremosità perfetta senza che le uova si rapprendano formando grumi antiestetici, assicuratevi che la padella sia completamente fuori dal fuoco quando aggiungete la crema di uova e parmigiano. La temperatura residua della pasta calda sarà sufficiente per cuocere delicatamente le uova, creando quella consistenza vellutata tipica dei grandi piatti romani. Se notate che la salsa risulta troppo densa, non esitate ad aggiungere altra acqua di cottura: è il segreto dei chef per ottenere la consistenza ideale. Conservate sempre un mestolo di acqua di cottura anche dopo aver mantecato, potrebbe servire per ravvivare il piatto se dovesse asciugarsi troppo durante il servizio.
Abbinamento enologico perfetto
Le fettuccine alla Papalina richiedono un vino bianco di carattere che sappia bilanciare la cremosità della salsa e la sapidità del prosciutto e del parmigiano. Un Frascati Superiore DOCG rappresenta la scelta più autentica e territoriale, essendo un vino dei Castelli Romani che accompagna tradizionalmente i piatti della cucina capitolina. La sua freschezza e i suoi sentori fruttati si sposano perfettamente con la dolcezza dei piselli e la delicatezza delle uova. In alternativa, un Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico Superiore offre una struttura più importante e una mineralità che esalta i sapori del piatto senza sovrastarli. Per chi preferisce un rosato, un Cerasuolo d’Abruzzo fresco e beverino può rappresentare una scelta interessante e meno convenzionale. Servite il vino a una temperatura di 10-12 gradi per esaltarne le caratteristiche organolettiche.
Informazione in più
Le fettuccine alla Papalina nascono negli anni Cinquanta a Roma, in un periodo di grande fermento culturale e sociale per la capitale italiana. La ricetta venne creata appositamente per Papa Pio XII, noto per il suo appetito moderato e la predilezione per piatti delicati e nutrienti. Il pontefice, di salute cagionevole, apprezzava particolarmente le preparazioni a base di uova e formaggi, considerate all’epoca ricostituenti naturali. Il piatto venne elaborato dai cuochi dei ristoranti frequentati dalla nobiltà nera romana e dal clero, che cercavano di soddisfare i gusti raffinati ma semplici del Papa. A differenza di altre ricette romane più rustiche e popolari, la Papalina rappresenta una versione più elegante e aristocratica della tradizione culinaria capitolina. Nel tempo, questa preparazione è diventata un classico della ristorazione romana di qualità, pur rimanendo meno conosciuta rispetto ad altri primi piatti laziali. La presenza dei piselli, ingrediente insolito nella cucina romana tradizionale, conferisce al piatto una dolcezza caratteristica che lo distingue dalle preparazioni più aggressive come la gricia o la cacio e pepe. Oggi le fettuccine alla Papalina sono considerate un comfort food sofisticato, perfetto per occasioni speciali o per chi desidera scoprire un lato meno noto ma altrettanto affascinante della gastronomia romana.



