Risotto radicchio e gorgonzola: la ricetta del primo piatto cremoso e saporito

Risotto radicchio e gorgonzola: la ricetta del primo piatto cremoso e saporito

Il risotto radicchio e gorgonzola rappresenta uno dei primi piatti più amati della tradizione culinaria del Nord Italia, dove la cremosità del formaggio erborinato incontra l’amarognolo caratteristico del radicchio rosso. Questa preparazione, apparentemente semplice, richiede attenzione e tecnica per ottenere quella consistenza vellutata che contraddistingue un risotto perfettamente mantecato. Il contrasto tra il sapore deciso del gorgonzola e la nota leggermente amara del radicchio crea un equilibrio gustativo straordinario, capace di conquistare anche i palati più esigenti. Oggi vi guiderò passo dopo passo nella realizzazione di questo piatto raffinato, perfetto per una cena speciale o per stupire i vostri ospiti con una ricetta che unisce tradizione e sapore intenso.

15

25

medio

€€

Ingredienti

persone +

Utensili

Preparazione

1. Preparazione del brodo e degli ingredienti

Iniziate portando il brodo vegetale a temperatura tiepida in un pentolino e mantenetelo sul fuoco a fiamma bassissima durante tutta la preparazione del risotto. Questa operazione è fondamentale perché aggiungere brodo caldo al riso permette di mantenere costante la temperatura di cottura senza interrompere il processo. Nel frattempo, mondate la cipolla eliminando la buccia esterna e tritatela finemente con un coltello affilato. Lavate accuratamente il radicchio rosso sotto acqua corrente fredda, eliminate le foglie esterne più rovinate e asciugatelo delicatamente con carta da cucina. Tagliate il radicchio a listarelle sottili di circa mezzo centimetro di larghezza, che si integreranno perfettamente nella cremosità del risotto. Tagliate il gorgonzola a cubetti piccoli per facilitarne lo scioglimento durante la mantecatura operazione finale che consiste nell’amalgamare il risotto con burro e formaggio per renderlo cremoso.

2. Soffritto e tostatura del riso

In una casseruola larga a fondo spesso, scaldate l’olio extravergine di oliva insieme a 20 grammi di burro a fiamma media. Quando il burro sarà completamente sciolto e inizierà a sfrigolare leggermente, aggiungete la cipolla tritata e fatela appassire dolcemente per circa 3-4 minuti, mescolando frequentemente con un cucchiaio di legno. La cipolla non deve assolutamente colorire o bruciare, ma deve diventare trasparente e morbida. Questo passaggio è cruciale perché crea la base aromatica del vostro risotto. Aggiungete quindi il riso Carnaroli e tostatelo per circa 2-3 minuti, mescolando continuamente affinché i chicchi si ricoprano uniformemente del condimento e diventino leggermente traslucidi sui bordi. Durante la tostatura sentirete un leggero crepitio e il riso assumerà un aspetto perlaceo: questo significa che l’amido esterno sta iniziando a sigillare il chicco, preparandolo per assorbire gradualmente il liquido di cottura.

3. Sfumatura con vino e cottura del radicchio

Alzate leggermente la fiamma e versate il vino bianco secco sul riso tostato. Mescolate energicamente per permettere all’alcol di evaporare completamente, operazione che richiederà circa 2 minuti. Sentirete il caratteristico profumo del vino che sfuma e vedrete il liquido ridursi fino quasi a scomparire. A questo punto aggiungete metà del radicchio tagliato a listarelle e mescolate bene per farlo appassire leggermente nel calore del riso. Il radicchio rilascerà un po’ del suo colore rosso intenso, iniziando a colorare delicatamente il risotto. Abbassate nuovamente la fiamma a intensità media e iniziate ad aggiungere il brodo caldo un mestolo alla volta, aspettando che il liquido venga quasi completamente assorbito prima di aggiungere il mestolo successivo. Questa tecnica richiede pazienza ma è il segreto per ottenere un risotto dalla consistenza perfetta: cremoso ma con i chicchi ancora al dente.

4. Cottura graduale e aggiunta del secondo radicchio

Continue ad aggiungere il brodo mestolo dopo mestolo, mescolando frequentemente con movimenti delicati dal basso verso l’alto per evitare di rompere i chicchi di riso. Dopo circa 12-15 minuti dall’inizio della cottura, quando il riso avrà assorbito circa metà del brodo, aggiungete la restante metà del radicchio tagliato a listarelle. Questa aggiunta in due tempi permette di avere una doppia consistenza: il radicchio aggiunto all’inizio sarà completamente integrato e morbido, mentre quello aggiunto a metà cottura manterrà una texture leggermente più croccante e un colore più vivace, creando un interessante contrasto nel piatto finito. Assaggiate il riso per verificare il grado di cottura: dovrebbe essere ancora leggermente sodo al centro ma non più crudo. Aggiustate di sale considerando che il gorgonzola e il parmigiano aggiunti successivamente sono già sapidi.

5. Mantecatura finale e riposo

Quando il riso sarà cotto al punto giusto, dopo circa 18-20 minuti totali di cottura, spegnete il fuoco e procedete con la mantecatura. Aggiungete i cubetti di gorgonzola dolce, i restanti 30 grammi di burro freddo tagliato a pezzetti e il parmigiano reggiano grattugiato. Mescolate vigorosamente con movimenti circolari energici per circa 1-2 minuti, sollevando leggermente la casseruola dal piano di lavoro e facendola roteare. Questo movimento, chiamato mantecatura, permette di incorporare aria nel risotto creando quella cremosità caratteristica che lo rende irresistibile. Il gorgonzola si scioglierà completamente amalgamandosi al riso e creando una crema vellutata di colore rosato grazie al radicchio. Se il risotto risultasse troppo denso, aggiungete un ultimo mestolo di brodo caldo e mescolate ancora. Coprite la casseruola con un coperchio e lasciate riposare per 1-2 minuti prima di servire: questo riposo permetterà al risotto di stabilizzarsi e ai sapori di amalgamarsi perfettamente.

Giulia

Il trucco dello chef

Per un risultato ottimale, scegliete un gorgonzola dolce DOP piuttosto che piccante: la sua cremosità si amalgama meglio e il sapore risulta più equilibrato con l’amaro del radicchio. Se preferite un gusto più deciso, potete sostituire metà del gorgonzola dolce con quello piccante.
Il radicchio trevigiano tardivo, se disponibile, è la varietà più pregiata per questa ricetta grazie alla sua consistenza croccante e al sapore delicatamente amarognolo. In alternativa, il radicchio di Chioggia o quello di Verona sono ottime scelte.
Non lesinate sulla mantecatura finale: è questo passaggio che trasforma un semplice riso cotto in un autentico risotto cremoso e avvolgente. Il movimento vigoroso emulsiona i grassi del burro e del formaggio creando quella consistenza all’onda caratteristica.

Abbinamenti enologici consigliati

Il risotto radicchio e gorgonzola richiede un vino bianco strutturato e aromatico, capace di bilanciare la ricchezza del formaggio erborinato e l’amarognolo del radicchio. Un Pinot Grigio dell’Alto Adige rappresenta la scelta classica: la sua freschezza e mineralità puliscono il palato tra un boccone e l’altro, mentre le note fruttate accompagnano delicatamente la cremosità del piatto. Altrettanto interessante è l’abbinamento con un Soave Classico, vino elegante e floreale che esalta i sapori delicati senza sovrastarli. Per chi preferisce osare, un Franciacorta brut può essere una scelta raffinata: le bollicine e l’acidità contrastano perfettamente la grassezza del gorgonzola, mentre la complessità aromatica dialoga con le note vegetali del radicchio. Servite il vino a una temperatura di 10-12 gradi per esaltarne le caratteristiche organolettiche.

Informazione in più

Il risotto radicchio e gorgonzola è un piatto che affonda le radici nella tradizione gastronomica del Veneto e della Lombardia, regioni dove sia il radicchio che il gorgonzola sono prodotti d’eccellenza. Il radicchio rosso, ortaggio tipicamente invernale, veniva tradizionalmente coltivato nella zona di Treviso e Chioggia già nel XVI secolo, anche se la tecnica dell’imbianchimento che gli conferisce il caratteristico sapore dolce-amaro fu perfezionata solo nell’Ottocento. Il gorgonzola, formaggio erborinato DOP, deve il suo nome all’omonimo comune milanese dove si dice sia nato nel XII secolo, anche se le origini precise sono avvolte nella leggenda. L’abbinamento di questi due ingredienti nel risotto è relativamente moderno, probabilmente sviluppatosi negli anni Settanta del Novecento quando la cucina regionale italiana iniziò a sperimentare contaminazioni tra territori vicini. Oggi questo piatto rappresenta un classico della ristorazione del Nord Italia, particolarmente apprezzato nei mesi freddi quando il radicchio è al massimo della sua stagionalità. La preparazione richiede tecnica e attenzione, caratteristiche che rispecchiano l’approccio metodico della cucina lombardo-veneta alla preparazione del risotto, considerato non un semplice primo piatto ma una vera e propria arte culinaria che richiede esperienza e dedizione.

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