Tagliatelle al ragù: la ricetta tradizionale per un sugo cremoso e ben legato

Tagliatelle al ragù: la ricetta tradizionale per un sugo cremoso e ben legato

Le tagliatelle al ragù rappresentano uno dei piatti più iconici della cucina emiliana, in particolare quella bolognese. Questa ricetta tradizionale richiede tempo e pazienza, ma il risultato è un sugo cremoso, ricco e perfettamente legato alla pasta fresca. Il segreto sta nella cottura lenta che permette agli ingredienti di amalgamarsi creando quella consistenza vellutata tanto apprezzata. Oggi vi guiderò passo dopo passo nella preparazione di questo capolavoro della gastronomia italiana, condividendo trucchi e consigli per ottenere un risultato degno delle migliori trattorie emiliane.

30

180

medio

€€

Ingredienti

persone +

Utensili

Preparazione

1. Preparare il soffritto

Lavate accuratamente la carota, il sedano e la cipolla. Tagliate tutte le verdure a dadini molto piccoli, di circa 2-3 millimetri. Questa operazione si chiama brunoise, un taglio fine che permette alle verdure di sciogliersi nel sugo. Tritate finemente anche la pancetta. In una casseruola capiente a fondo spesso, versate l’olio extravergine di oliva e aggiungete il burro. Fate sciogliere a fuoco medio, poi unite le verdure tritate e la pancetta. Fate rosolare dolcemente per circa 10 minuti, mescolando di tanto in tanto con un mestolo di legno, finché le verdure non diventano morbide e leggermente dorate. Questo soffritto è la base aromatica del vostro ragù.

2. Rosolare la carne

Alzate leggermente il fuoco e aggiungete la carne macinata al soffritto. Mescolate bene per separare i grumi e fate rosolare la carne finché non perde il colore rosato e diventa brunita. Questa operazione richiede circa 10 minuti. È importante che la carne si rosoli bene per sviluppare i sapori. Salate e pepate a vostro gusto, aggiungete un pizzico di noce moscata grattugiata al momento. La noce moscata è un ingrediente tradizionale che dona profondità al ragù.

3. Sfumare con il vino

Versate il vino rosso sulla carne rosolata e alzate la fiamma. Lasciate evaporare completamente l’alcol, mescolando di tanto in tanto. Questa operazione si chiama sfumare e permette di eliminare la componente alcolica mantenendo gli aromi del vino. Ci vorranno circa 5 minuti. Quando il vino sarà completamente evaporato, il composto avrà un aspetto asciutto.

4. Aggiungere il concentrato di pomodoro

Unite il concentrato di pomodoro e mescolate bene per farlo amalgamare con tutti gli ingredienti. Fate cuocere per 2-3 minuti, mescolando continuamente per evitare che il concentrato si attacchi al fondo. Questo passaggio permette di tostare leggermente il concentrato, eliminando l’acidità e intensificando il sapore.

5. Cuocere il ragù

Versate il brodo di carne caldo nella casseruola. Abbassate la fiamma al minimo, coprite con un coperchio lasciandolo leggermente socchiuso e fate cuocere per almeno 2 ore e mezza. Durante la cottura, mescolate ogni 20-30 minuti e controllate il livello del liquido. Se il ragù si asciuga troppo, aggiungete un mestolo di brodo caldo o di acqua. La cottura lenta è fondamentale per ottenere un sugo cremoso e ben amalgamato. Verso la fine della cottura, aggiungete il latte che renderà il ragù ancora più morbido e vellutato. Fate cuocere per altri 15 minuti.

6. Cuocere le tagliatelle

Quando il ragù è quasi pronto, portate a ebollizione una pentola capiente con abbondante acqua salata. Calcolate circa 1 litro di acqua ogni 100 grammi di pasta e 10 grammi di sale per litro. Immergete le tagliatelle fresche nell’acqua bollente e cuocetele secondo i tempi indicati sulla confezione, solitamente 2-3 minuti per la pasta fresca. Le tagliatelle devono essere al dente, cioè leggermente sode al morso.

7. Mantecare la pasta

Scolate le tagliatelle conservando un bicchiere dell’acqua di cottura. Versatele direttamente nella casseruola con il ragù. Aggiungete metà del parmigiano grattugiato e mantecate energicamente per 1-2 minuti a fuoco vivace. Questa operazione, chiamata mantecatura, permette di legare perfettamente il sugo alla pasta creando una crema. Se necessario, aggiungete qualche cucchiaio di acqua di cottura per ottenere la consistenza desiderata. Il ragù deve avvolgere ogni tagliatella senza essere troppo liquido né troppo asciutto.

8. Impiattare e servire

Distribuite le tagliatelle al ragù nei piatti fondi preriscaldati. Completate con il parmigiano reggiano rimasto, grattugiandolo direttamente sui piatti. Se desiderate, potete aggiungere una macinata di pepe nero fresco. Servite immediatamente mentre la pasta è ancora fumante e cremosa.

Giulia

Il trucco dello chef

Per un ragù ancora più ricco, potete aggiungere 50 grammi di fegatini di pollo tritati finemente insieme alla carne macinata. Questo ingrediente, tipico della ricetta tradizionale bolognese, dona profondità e complessità al sugo. Un altro segreto dei grandi chef è aggiungere la crosta del parmigiano durante la cottura del ragù: rilascerà sapore e contribuirà a rendere il sugo più cremoso. Ricordatevi di toglierla prima di servire. Infine, preparate sempre il ragù il giorno prima: riposto in frigorifero, i sapori si amalgameranno ancora meglio e il risultato sarà straordinario.

Abbinamento con vini rossi emiliani

Le tagliatelle al ragù richiedono un vino rosso di corpo e struttura che possa reggere la ricchezza del sugo. La scelta ideale è un Sangiovese di Romagna, vino tipico dell’Emilia-Romagna, con i suoi tannini morbidi e le note fruttate che si sposano perfettamente con la carne. In alternativa, un Lambrusco secco, sempre emiliano, offre freschezza e leggerezza con le sue bollicine che puliscono il palato tra un boccone e l’altro. Per chi preferisce vini più strutturati, un Chianti Classico toscano rappresenta un’ottima alternativa, con la sua eleganza e persistenza. Servite il vino a una temperatura di 16-18 gradi per esaltarne tutte le caratteristiche organolettiche.

Informazione in più

Le tagliatelle al ragù sono un piatto profondamente legato alla tradizione culinaria di Bologna e dell’Emilia-Romagna. La ricetta originale del ragù bolognese è stata depositata presso la Camera di Commercio di Bologna nel 1982 dall’Accademia Italiana della Cucina, a testimonianza della sua importanza culturale. Contrariamente a quanto si pensa all’estero, dove si parla di spaghetti bolognese, a Bologna il ragù si serve rigorosamente con le tagliatelle fresche, mai con gli spaghetti. La larghezza delle tagliatelle, circa 7-8 millimetri, è stata stabilita ufficialmente e corrisponde alla 12.270esima parte dell’altezza della Torre degli Asinelli. Questo piatto rappresenta la domenica in famiglia, le feste e le occasioni speciali. La preparazione del ragù era tradizionalmente affidata alle nonne, che lo cuocevano per ore sul fornello, riempiendo la casa di profumi invitanti. Oggi questa ricetta è considerata patrimonio gastronomico italiano e viene preparata con rispetto e dedizione in tutto il mondo.

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